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  • Éclats in Blow Up

    “Recensione”, Massimiliano Busti, Blow Up, no. 274, March 1, 2021
    Friday, March 19, 2021 Press
    A work in which we appreciate the spatiality and the remarkable quality of sounds, but above all the author’s ability to harmonize chaos and silence, vital spirit and artificial worlds. 7/8
    7

    Vues spectrales in Rumore

    “Recensione”, Rumore, no. 349, February 1, 2021
    Friday, March 12, 2021 Press
    Smalley’s spectralist research and his ruminations on the spatiality of sound find a worthy representation here.

    Figures de son in Music Map

    “Recensione”, Piergiuseppe Lippolis, Music Map, March 1, 2021
    Tuesday, March 9, 2021 Press

    Patrick Ascione è stato un compositore originario di Parigi ma di origine italiana, molto attivo nel campo della musica classica e nelle sperimentazioni elettroacustiche, delle quali ha esplorato a fondo le potenzialità nel corso della propria attività discografica. A gennaio del 2021 è stato pubblicato Figures de son, album postumo che raccoglie alcune composizioni dell’artista scomparso nel 2014. La prima di queste è Enième, che risale al 2004 e vede incastri e sovrapposizioni di voci su suoni naturali e brevi inserti strumentali e che precede Ascionerie no 6: Fantaisie diabolique, il cui percorso è più lungo, ma anche più lineare. Per tutti i quasi dodici minuti, le percussioni sembrano viaggiare a velocità doppia, fino al climax su suoni selvaggi che annuncia la coda. Divertissement, invece, mostra una vocazione più classicheggiante, con suoni elettronici liquidi in grado di suggerire atmosfere sinistre e inquiete, con un effetto simile a quello di Et puis l’oubli…, che sembra inseguire il mostro di fumo visto in Lost. Danse de l’aube è decisamente più dolce e rassicurante nel suo incedere e a tratti sembra destrutturare forme di world music nel classico soliloquio elettroacustico. Figures de son è un modo per approcciarsi alla storia di un artista che ha scritto pagine importanti del genere, ma anche per scoprire chicche fino a poco tempo fa inedite.

    Figures de son is a way to approach the history of an artist who has written important pages of the genre, but also to discover gems until recently unpublished.

    Éclats in Rockerilla

    “Recensione”, Massimo Marchini, Rockerilla, no. 487, March 1, 2021
    Monday, March 8, 2021 Press
    … the Canadian composer fully hits the target by creating an album of rare sensitivity, attentive to the sounds and languages of his time, thus shaping a work of exceptional aesthetic value.

    axet remperimos te in Percorsi Musicali

    “Recensione”, Ettore Garzia, Percorsi Musicali, January 31, 2021
    Tuesday, March 2, 2021 Press

    Bassal è entrato nel settore dell’elettroacustica e della produzione finalizzata al mastering e al sound designer nel 2001, diventando ben presto un punto di riferimento per la empreintes DIGITALes ed i suoi artisti (tra i tanti interventi potrei ricordare quelli su Andrew Lewis, Elizabeth Hoffman e Pierre Alexandre Tremblay). Nella musica acusmatica è quasi sempre difficile mediare il profilo tecnico con quello esclusivamente estetico e Bassal stesso ha avuto una trasformazione già intorno al 2012 quando pubblicò Poupées mathématiques, una raccolta di composizioni che cercava di dare una risposta ad un problema dei nostri tempi: “Is it possible to reconcile audiences with the notion of avant-garde creativity freed from “rebel” sonic attitudes?…” si chiedeva Bassal.

    axet remperimos te è un pozzo di ricercatezze sonore e di riferimenti segreti che passano nelle grinfie dell’ucronia, in sintesi la narrazione di una storia alternativa a quella verificata; Bassal si inventa la perdita della storia dell’intera antichità umana, che si trova a vivere nel Medioevo in un clima di totale assolutismo dei governi.

    Gli argomenti di Bassal non sono naturalmente lontani da quegli incubi che tartassano la mente delle persone intelligenti e degli stolti di ogni età, ossia un mondo di cui si percepiscono solo le rovine, sia in senso fisico che metaforico. Ma dentro le rovine Bassal pone l’accento sulle stanze che sono riuscite a conservare il loro aspetto ma delle quali si fa fatica a comprenderne l’utilità. In axet remperimos te Bassal ci ricorda indirettamente l’importanza del Il nome della Rosa di Umberto Eco, del cinema alla Brazil di Terry Gilliam, dei fumetti di Dylan Dog, della Fatherland di Robert Harris, dell’ambient music di Steve Roach e di tutta la materia trattata in soundtrack sull’argomento fantastico. Meglio di almeno 40 colonne sonore di Morricone.

    Better than at least 40 Morricone soundtracks.
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