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electrocd

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Geisteswissen­schaften in Sands Zine

“Recensione”, Alfredo Rastelli, Sands Zine, March 1, 2008
Saturday, March 1, 2008 Press

Esce allo scoperto Aimé Dontigny, personaggio sempre troppo (volutamente) ai margini della scena canadese e internazionale, e lo fa con un disco solista (dovrebbe essere il secondo), sebbene sia coadiuvato da un manipolo di collaboratori storici come Paul Dolden, Diane Labrosse e Jon Vaughn. Diciamo la verità, nonostante i numeri li abbia tutti, il nostro non si pubblicizza nemmeno poi molto, preferendo rimanere ancorato a posizioni, forse un po’ idealistiche, di indipendenza e libertà; eppure ci sarebbero di cose da dire sul suo contro, basterebbe ricordare che intorno a lui gira Actuellecd nonché l’etichetta No Type, ed alcuni dei progetti musicali più belli in ordine a manipolazione elettronica selvaggia e libera (morceaux_de_machines, Napalm Jazz, etc.). L’esperienza decennale di A_Dontigny viene qui condensata, tramite una raccolta non differenziata di materiali vari, in un immenso lavoro di “taglia e cuci” tra gli innumerevoli samples, i bit elettronici e le parti suonate (la chitarra elettrica, il basso e il violoncello) che fanno da contrappunto alle forme iconoclaste dell’elettronica a largo uso. Le origini dei samples sono varie e difformi, la loro natura è fatta salva, ma la forma si manifesta mutevole: è la disintegrazione dello spettacolo (musicale), a sua volta strumento di unificazione, ed unica, vera e necessaria rappresentazione del mondo. Non servono altre parole. Grande.

… una raccolta non differenziata di materiali vari, in un immenso lavoro di “taglia e cuci” tra gli innumerevoli samples, i bit elettronici e le parti suonate […] Grande.