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Front in Blow Up

“Recensione”, Dionisio Capuano, Blow Up, no. 68, January 1, 2004
Thursday, January 1, 2004 Press

La No Type di David Turgeon — ingegno multiforme, grafico, programmatore in Perl, ironico agitatore delle nuove avanguardie scapigliate — è una delle ‘case’ più oltranziste nell’area sperimentale nordamericana. Tra le ultime uscite (nel recente passato vanno ricordati i Book On Tapes e il cd a firma A Dontigny — Diane Labrosse) si annoverano un ponderoso compact canadese ed una produzione di nostri connazionali. I giovanissimi Haiven e Vaughn la danno di cut up-fluxus in trentatré segmenti, scombinando e ricombinando materiali di varia indistinguibile provenienza. Si possono individuare tre approcci alla manipolazione sonora. Un ‘taglia-e-cuci’ veloce ed informale, simile per effetto allo scorrere veloce e ‘brutista’ della sintonia di una radio. Poi un dar di spatola noise in maniera più omogenea e quindi un segmento iperminimalista che ricorda la scuola statunitense anni ’70-’80. Non necessariamente in quest’ordine, né in rigida sequenza. Vi prospettiamo adesso una scelta critico-concettuale variabile che va dall’improperio ontologico e strutturato alia concorde e sorridente accettazione di giudizi già scritti: “Contrariamente a molti lavon contemporanei, Front è una, composizione di 73 minuti che determina niente meno che un confronto tra la vostra percezione del mondo e il mondo stesso! Qual è stata l’ultima volta che avete realmentefatto esperienza di arte?

… scombinando e ricombinando materiali di varia indistinguibile provenienza…