Radiolaria in Music Map
In Radiolaria la visione del mondo di Ana Dall’Ara-Majek emerge in tutta la sua vivacità, tra meraviglia e sogno, tra speranze e concretezza. Lo scopo di Dall’Ara-Majek in questo suo nuovo progetto era quello di creare dei “sound colours”, dei colori sonori, che rappresentassero le varie specie di plancton esistenti sul nostro pianeta. Questo tentativo di dare ordine e diversità a un universo larghissimo e molto diversificato al suo interno è gestito e costruito in maniera ingegnosa e magistrale grazie all’utilizzo del Buchla 200 e al modo in cui la compositrice lo usa, piegandolo alla sua poetica sonora e lasciandolo occupare gli spazi intorno a sé finché non li ha resi una creazione tanto propria quanto dell’artista. Lo strumento, insomma, diventa una proiezione della compositrice e della sua visione del mondo.
Le otto tessere del puzzle che è Radiolaria sono affascinanti e ipnotiche, levigate al punto giusto da risultare improvvisazioni meditate e al tempo stesso spontanee e tentacolari, in grado di muoversi liberamente e di esistere sia come frammenti sia come indizi di un quadro più ampio e concettuale che è l’intero disco. Dalle magmatiche pulsazioni di
Nella sua audace e intrigante impalcatura, Radiolaria è un ciclo di composizioni che pretende dall’ascoltatore concentrazione e impegno ma che, una volta che questi le vengono concessi, ripaga pienamente le aspettative e le richieste. È un progetto ambizioso, stratificato e totalizzante, che ti catapulta in uno spazio di intenzioni e di passioni che sin da subito ti conquista e ti avvince, coerente e geometrico quasi come una sinfonia.

