empreintes DIGITALes in Deep Listenings
Nell’ambito della musica sperimentale é veramente difficile presentare proposte musicali senza in qualche modo spendere almeno due parole sullo casa discografica, l’arganizzazione o la persona che si occupa della loro promozione. Penso che ciò sia inevitabile poichè, in certi ambiti artistici, pubblicare opere, promuovere manifestazioni e così via (anche portare avonti riviste come Deep Listenings) é veramente opera ardua, in cui solo una forte passione per I arte permeHe di superare tutte le difficoltà legate al fatto che si traHa comunque di aHività che non creano “valore aggiunto” monetizzabile, pur richiedendo fatica e dedizione.
Ciò vale anche per noi, non professionisti, che scriviamo quattro righe per il piacere di condividere con altri la passione per manifestazioni artistiche non rispondenti alla sensibilità della maggioranza delle persone. Tutta questa premessa, forse non necessaria, per introdurre una collezione di piccoli capolavori di musica elettroacustica edita dall’etichetta canodese empreintes DIGITALes, che probabilmente molti di voi già conosceranno. L’etichetta fa capo ad un’organizzaziane di Montréal chiamata DIFFUSION i MéDIA, legata al Banff Centre for Arts della stessa ciHà. Tale centro si occupa della promozione di artisti canodesi, ma non solo, legati al mondo più o meno accademico e dediti alla “liberazione del suono,” come mi piace chiomare un certo modo di giocare can i suoni, con la collaborazione dell’Art Council canadese.
I direttori artistici, i due musicisti canadesi
Siamo pertanto ben lontani dal rumorismo fine a sè stesso di certi “industrial heroes,” che spesso hanno il merito di distruggere il contenuto melodico, fonte di molti pregiudizi e dell’eccessivo “sentimentalismo” che caratterizza buona parte della musica attuale, ma poche volte vanna oltre questo aspetto per cosi dire “distruffivo”, rimanendo intrappolati nello stesso coos prodotto (e in certi casi, vorrei aggiungere, nascondendo una sostanziale povertà di idee, complici le nuove tecnologie) o del fatto di essere “alternativi” le quindi si ritorna nel sentimentalismo di cui sopra, sotto forma di protagonismol. Vale pertanto la pena di precisare che siamo qui di fronte a Musicisti, nel vero senso del termine. Il che non vuol dire virtuosi di qualche strumento musicale, oppure cultori del pentagramma (anche se nella maggiar parte dei casi si tratta di studiosi anche degli aspetti tecnici della musical, bensi di ricercatori, che dedicano tempo e fatica lalcuni brani sono realizzati nell’arco di anni) nella definizione di strutture sonore di elevata complessità strutturale e compositiva.
