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  • Télépathie dans Blow Up

    «Recensione», Nicola Catalano, Blow Up, no 62-63, 1 juillet 2003
    mardi 1 juillet 2003 Presse

    Registrato dal vivo sulle assi dell’attivissimo club Casa del Popolo, il disco è un incontro impro-telepatico tra il computer di A_dontigny (Napalm Jazz e morceaux_de_machines) e il campionatore di Diane Labrosse (un passato in gruppi art-rock al femminile nonchè frquenti collaborazioni con Ikue Mori, Zeena Parkins, Martin Tétreault etc.), scuro e pastoso sound design elettro-acustico sotterrato da brute valanghe di interferenze e disturbi.

    All Your Dreams Are Meaningless dans Blow Up

    «Recensione», Nicola Catalano, Blow Up, no 62-63, 1 juillet 2003
    mardi 1 juillet 2003 Presse

    Il duo Coin Gutter dopo una serie di CDR autoprodotti approda alla No Type con questo cd, edito nella abstract series dell’etichetta guidata da David Turgeon ed Érick d’Orion. Un originale compendio di mezzo secolo e passa di pratiche sperimentali, dalla musica concreta alla nuova elettronica del glitch, passando per industrial, ambient, minimalismo e noise (paradigmatica in tal senso la lunga e inquietante composizione d’apertura), sublimato in una magnifica Lullaby a base di voci operistiche, più o meno manipolate, e cd-skipping.

    Jalons dans Blow Up

    «Recensione», Massimo Padalino, Blow Up, no 62-63, 1 juillet 2003
    mardi 1 juillet 2003 Presse

    Jalons antologizza un quindicennio abbondante (1985-2001) di lavoro dello sperimentatore elettronico, vive fra la Francia e il Québec, Francis Dhomont. Delizioso davvero. Anticipa colla sua musica, seppure in maniera mille volte più creativa, la “psicoacustica” del passato decennio di un Tetsu Inoue: eliche di suoni che sibilano, attorcigliano, cavalcano maree silenti, naufragano nel vuoto più desolato per magari poi sfrigolare via frizzanti, scintillanti, verso pareti d’elettronica estesa. Meraviglioso, ricco nel dettaglio sonico, spruzzato e macchiato di gocce musicali spesso sfuggevoli. Ma nondimeno incantevoli. (8/10)

    8

    L’adieu au s.o.s. dans Blow Up

    «Recensione», Massimo Padalino, Blow Up, no 62-63, 1 juillet 2003
    mardi 1 juillet 2003 Presse

    Subisce la morfologia di un classico radio work questo debut cd della performer Monique Jean. L’adieu au s.o.s., scomposto in 6 parti, è in realtà un continuum sonoro di voci trovate-recitate, flauto basso e piccolo, tempeste d’elettronica sahariana ed elucubrazioni stratificate (in un impasto risolutivo dei precedenti elementi) sulle “figure del tempo”. L’eleganza non è mai formale ed il gesto “musicale” tende sempre ad accompagnare l’esibizione vocale (laddove presente) tratteggiandone “drammaticamente” l’impatto. In tal senso, pezzi come 13’13 pour voix défigurées stanno idealmente fra L’Apocalypse de Jean (Pierre Henry; ’68) e la Rivelazione di Giovanni (Ermanno Cavazzoni, Lucia Ronchetta; ’98), fra catarsi e dolore.

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