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  • Estrapade, morceaux_de_machines dans Digimag

    «Fisicita’ e derive neoconcrete», Simone Bertuzzi, Digimag, no 04, 1 mars 2005
    mardi 1 mars 2005 Presse

    L’approccio è neoconcretista. […] Non è immediato il passaggio da questo lavoro a Estrapade, ad opera del duo morceaux_de_machines, formato da Érick d’Orion e Aimé Dontigny (titolare della label canadese No Type, per la quale esce), e nemmeno piacevole, forse. Estrapade è un termine francese che indica una tipologia di tortura medievale, questo già basterebbe a delinearne il suono, ma sarebbe troppo banale. Estrapade è un assalto. Fonçage de pieux tradisce, gioca un trabocchetto iniziale con un frammento celestiale per poi crescere e stabilizzarsi agonizzante; Onanisme e Triple fermentation invece non lasciano scampo, si impongono percussive fin da principio; Tromocrates è un tunnel di shortwaves, grugnisce e vomita noise a ripetizione sfociando in free jazz. Ma c’è molto di più, c’è la presenza di Diane Labrosse, Otomo Yoshihide e Martin Tétreault a fomentare le ruote d’acciaio, e si sente: Placenta compressa è più complicata, un corpo privo di direzione; Omlegging è scratch, e Yoshihide fa da padrone impossessandosi di tutta la ricerca di turntablism possibile, è indefinibile il suono e l’efficacia a cui si approda nella seconda parte, di certo il brano migliore.

    Il vertice del disco è però Trépanation, la più lunga, sfiora i 15 minuti, che assimila noise e jazz mozzato con inedito senso ritmico, completando l’intento generale e sfiorando contemporaneamente altre derive, inusuali ma maledettamente riuscite. Concludendo, nulla di più, se non ribadire la complessità di elementi strutturali comuni con messe in scena distanti anni luce, tanti personaggi e altrettante sfumature, due ottimi lavori.

    Estrapade è un assalto.

    Estrapade, morceaux_de_machines dans Rumore

    «Recensione», Nicola Catalano, Rumore, 1 mars 2005
    mardi 1 mars 2005 Presse

    Non fa prigionieri il noise massimalista dei canadesi Aimé Dontigny e Érick d’Orion in arte morceaux_de_machines. Dapprima titolari della trasmissione radiofonica Napalm Jazz, su CKIA-FM, presto mutatasi in vero e proprio progetto musicale, i due arrivano al traguardo del secondo album, la cui ragione sociale si ispira ad una tortura in uso in epoca medioevale, nuovamente un intemperante stillicidio di rumore bianco e ritmi da fonderia, invero impietoso ma per fortuna non fine a se stesso. Saccheggiando a piene mani e disinvoltamente l’immenso patrimonio di disparati generi musicali, free jazz, musica concreta, speed metal e persino la trendy techno che tanto hanno in uggia (Onanisme e Triple fermentation sono costruiti proprio su cadenze elettroniche ultra-velocizzate), i nostri erigono un monolite impressionante per ferocia e complessità strutturale, in questo aiutati da ospiti del calibro di Otomo Yoshihide, Martin Tétreault e Diane Labrosse.

    … un monolite impressionante per ferocia e complessità strutturale…

    Seuil de silences, L’analyse des musiques électroacoustiques, Luigi Ceccarelli, Paul Dolden, Robert Normandeau dans La Scena Musicale

    «Gala des prix Opus 2004», Réjean Beaucage, La Scena Musicale, no 10:6, 1 mars 2005
    mardi 1 mars 2005 Presse

    […] La musique électroacoustique est également sortie du gala la tête haute, mais ne s’est pas pour autant privée de montrer les dents! En effet, le compositeur Robert Normandeau a utilisé une bonne partie du mot de remerciement qu’il prononçait pour Luigi Ceccarelli, récipiendaire du prix du «concert de l’année — musiques actuelle, électroacoustique», donné dans le cadre de la série Rien à voir (14), organisée par Réseaux, pour apostropher le Conseil des arts et des lettres du Québec et le nouvel Espace musique de Radio-Canada. Les deux organismes seraient en effet coupables de laisser à eux-mêmes les artistes ayant choisi de s’exprimer par l’électroacoustique, un art dont le Québec est certes l’un des meilleurs représentants à l’échelle mondiale, Normandeau faisant lui-même figure de chef de file dans le domaine. Le «disque de l’année — musiques actuelle, électroacoustique» est allé à Seuil de silences, de Paul Dolden, publié chez empreintes DIGITALes, et le «livre de l’année» est celui de Stéphane Roy, L’analyse des musiques électroacoustiques; Modèles et propositions, publié dans la collection Univers musical chez Harmattan.

    La musique électroacoustique est également sortie du gala la tête haute…
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