Sources / scènes in All About Jazz Italy
Musica concreta, acusmatica [per un approfondimento leggi l’intervista di AAJ a Eric Leonardson cliccando qui], ambient, un percorso a ritroso nelle composizioni di questo neozelandese che ha studiato qua e là nel mondo con grandi nomi della musica (
Registrazioni in cui l’uomo fa solo da spettatore, o quasi, in cui i suoni reali (soprattutto acqua) vengono lasciati fluire — perdonate l’evidenza del verbo — coi loro tempi, sovrapponendosi ad altri amplificati e/o processati elettronicamente. Vasi di ceramica (di Creta e da olive proveniente dalla Turchia, se per voi hanno un suono diverso), pezzi di metallo, pioggia, aeroplani, mosche, ronzoni, tutto preso e stratificato con ritmi da colonna sonora, per un ascolto sicuramente coinvolgente, ma imbastardito (male, per i miei gusti, poi chissà…) da sciabordate di synth armonizzato.
Si sente pesante la mano della storia, della tradizione e della conservazione della musica elettroacustica e concreta, poche storie, quindi gli appassionati adoreranno questo disco, presentato in una veste ricercata e dal sound perfetto, come se si trattasse di storicizzare il compositore (e magari questo è l’intento) che propone materiali risalenti a quasi venti anni fa come all’anno scorso dal suono e dalla coerenza invidiabile (salvo
I bicchieri ogni giorno di più sono a metà, a voi stabilire se pieni o vuoti. (3,5)




