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  • Tangram, Robert Normandeau in Contact!

    “Review”, Ralph Hopper, Contact!, no. 8:1, September 1, 1994
    Thursday, September 1, 1994 Press

    If it was possible to wear out a groove on a CD, this disc would be a prime candidate. I have had my copy of this CD for only a few days now but it is getting constant play. The wonderful complexities of the textures, the masterful structure, and the constant interplay of intriguing sounds all combine to capture my attention. All of the works on the disc are equally compelling and enjoyable.

    One work, Bédé, is available on IMED 9004 [now IMED 9604], but is presented in a revised format here. Another work, Spleen, will be familiar to CEC members from its premier on the 1993 Journées Électro-Radio Days project. All five works included on the CD are representative of Robert Normandeau’s creative flow in the nineties. His direction is towards “cinema for the ear” and these works are of Oscar caliber. He gives every sign of becoming one of the most influential composers in this genre.

    There are actually two CDs in this package [in the original edition, IMED 9419/20]. One is a stereo version, mixed by recording the sound from speakers, intended for home listening and radio broadcast. The other version is described as a studio mix for concert performance.

    Normandeau’s musical sensibilities are such that novice ‘ears’ as well as more ‘seasoned’ ears will find numerous elements to enjoy. As a broadcaster, this is the kind of electroacoustic material I thoroughly enjoy airing and recommending for purchase.

    We have come to expect quality from Normandeau but a nod should also go to the folks at empreintes DIGITALes for continuing to provide listeners with access to music such as this.

    Normandeau’s musical sensibilities are such that novice ’ears’ as well as more ’seasoned’ ears will find numerous elements to enjoy.

    Corazón Road in Les Cahiers de l’ACME

    “Critique”, Stephan Dunkelman, Les Cahiers de l’ACME, no. 155, September 1, 1994
    Thursday, September 1, 1994 Press

    Corazón Road est une sorte de carnet de voyage musical d’Amérique Centrale. Ce n’est ni un document ethnologique ni un reportage journalistique mais une réalisation sonore musicale. Carole Rieussec et Jean-Christophe Camps alternent parties purement musicales et pièces radiophoniques. À écouter tranquillement chez soi comme on regarde un ouvrage sur les prises réalisées par un photographe que l’on apprécie.

    L’ivresse de la vitesse, L’ivresse de la vitesse 1, L’ivresse de la vitesse 2 in Deep Listenings

    “The Electronic Universe, Daring Music: empreintes DIGITALes”, Luca Isabella, Deep Listenings, no. 1, September 1, 1994
    Thursday, September 1, 1994 Press

    Un discorso un pò diverso può essere fatto per il CD di Dolden. Anche qui la complessità strutturale é impressionante: si tratta di registrazioni multitraccia di partiture relative a diversi strumenti, soprattuho acustici e per la maggiar parte suonati dal compositore stesso, che creano un vortice sonoro notevole, di grande impatto e originalità. Devo dire che questi brani mi hanno lasciato in alcuni momenti a bocca aperta per la loro capacità di creare immagini quasi tridimensionali, nelle quali l’ascoltatore si sente trascinato e, scusate se esagero, ma é stata la mia impressione personale, atterrito, soprattutto a causa dell’elevata pressione sonora e dell’incredibile dinamica della registrazione (inutile dire che l’ascoito ad elevato volume con altoparlanti é un must). Interessanti sono le motivazioni concettuali che l’artista si premura di abbinare ad ogni brano, che sicuramente dimostrano un pensiero eclettico, non privo di legami con certa critica della modernità e alcune teorie tantriche (soprattutto sul concetto di velocizzazione ed esaltazione degli elementi dissolutori, per spingersi oltre il punto di non ritorno).

    Che altro aggiungere? Innanzitutto che i Cd empreintes DIGITALes sono in generale di facile (con le dovute riserve) reperibilità, anche qui da noi.

    Daring Music…

    Tangram in Deep Listenings

    “The Electronic Universe, Daring Music: empreintes DIGITALes”, Luca Isabella, Deep Listenings, no. 1, September 1, 1994
    Thursday, September 1, 1994 Press

    Il primo, che rappresenta un notevole passo in avanti rispetto al precedente Cd di Normandeau, contiene due versioni (su due Cd) degli stessi brani, che si differenziano essenzialmente per il loro trattamento in fase di mixing. La prima versione, infatti, é una registrazione multitraccia appositamente cancepita per l’ascolto in stereofonia o per la messa in onda (chissà chi avrà mai questo ardire, almeno qui in Italia), la cui realizzazione, ampiamente descritta nel libretto accluso, rappresenta aspetti sicuramente interessanti, in quanto si tratta di una registrazione stereofonico in presa diretta da una serie di altoparlanti, ognuno relativo ad una particolare traccia del brano. La seconda versione é invece dedicata alla diffusione in concerto. Da un punto di vista più strettamente musicale e meno tecnico, siamo di fronte, come nella maggior parte delle opere presentate da empreintes DIGITALes, ad un’opera piuttosto complessa, soprattuHo a livello strutturale. Il rischio maggiore é che risulti un pò freddina per chi ama l’impatto emotivo, mentre può sicuramente entusiasmare le menti razionali e gli amanti dell’arte del tono.

    Daring Music…

    Électro clips in Deep Listenings

    “The Electronic Universe, Daring Music: empreintes DIGITALes”, Luca Isabella, Deep Listenings, no. 1, September 1, 1994
    Thursday, September 1, 1994 Press

    Mi trovo in difficoltà nello scegliere alcune tra queste apere, che sona attualmente 21, ognuna correlata da un libretto bilingue (inglese-francese) di almeno 20 pagine, anche perchè alcuni autori come Denis Smalley, Annette Vande Gorne, Michel Chion e Francis Dhomont rappresentano dei riferimenti assoluti per queste sonorità. Forse un discorso a parte merita l’antologia Électro clips, raffinatissimo sampler con piccoli brani di musica elettroacustica (clips, appunto) della durata massima di tre minuti (in questo genere raramente si é sotto la decina di minuti). Tuttavia, tra i 7 Cd usciti nel 1994 (di cui due doppi al prezzo di un singolo), vale la pena di citare due di essi: Tangram di Robert Normandeau e L’ivresse de la vitesse di Paul Dolden.

    Daring Music…

    empreintes DIGITALes in Deep Listenings

    “The Electronic Universe, Daring Music: empreintes DIGITALes”, Luca Isabella, Deep Listenings, no. 1, September 1, 1994
    Thursday, September 1, 1994 Press

    Nell’ambito della musica sperimentale é veramente difficile presentare proposte musicali senza in qualche modo spendere almeno due parole sullo casa discografica, l’arganizzazione o la persona che si occupa della loro promozione. Penso che ciò sia inevitabile poichè, in certi ambiti artistici, pubblicare opere, promuovere manifestazioni e così via (anche portare avonti riviste come Deep Listenings) é veramente opera ardua, in cui solo una forte passione per I arte permeHe di superare tutte le difficoltà legate al fatto che si traHa comunque di aHività che non creano “valore aggiunto” monetizzabile, pur richiedendo fatica e dedizione.

    Ciò vale anche per noi, non professionisti, che scriviamo quattro righe per il piacere di condividere con altri la passione per manifestazioni artistiche non rispondenti alla sensibilità della maggioranza delle persone. Tutta questa premessa, forse non necessaria, per introdurre una collezione di piccoli capolavori di musica elettroacustica edita dall’etichetta canodese empreintes DIGITALes, che probabilmente molti di voi già conosceranno. L’etichetta fa capo ad un’organizzaziane di Montréal chiamata DIFFUSION i MéDIA, legata al Banff Centre for Arts della stessa ciHà. Tale centro si occupa della promozione di artisti canodesi, ma non solo, legati al mondo più o meno accademico e dediti alla “liberazione del suono,” come mi piace chiomare un certo modo di giocare can i suoni, con la collaborazione dell’Art Council canadese.

    I direttori artistici, i due musicisti canadesi Claude Schryer e Jean-François Denis, hanno curato in modo egregio la scelta degli artisti e delle proposte, creando in qualche anna una collezione di daring music veramente eccezionale, senza cadute di tono. Passando al contenuto, si può senz’altro affermare che, parafrasando John Cage, in questa musica dissonanze e rumori sono i benvenuti, ma benvenuto é anche l’accordo di settima di dominante, ”se capita che sipresenti.”

    Siamo pertanto ben lontani dal rumorismo fine a sè stesso di certi “industrial heroes,” che spesso hanno il merito di distruggere il contenuto melodico, fonte di molti pregiudizi e dell’eccessivo “sentimentalismo” che caratterizza buona parte della musica attuale, ma poche volte vanna oltre questo aspetto per cosi dire “distruffivo”, rimanendo intrappolati nello stesso coos prodotto (e in certi casi, vorrei aggiungere, nascondendo una sostanziale povertà di idee, complici le nuove tecnologie) o del fatto di essere “alternativi” le quindi si ritorna nel sentimentalismo di cui sopra, sotto forma di protagonismol. Vale pertanto la pena di precisare che siamo qui di fronte a Musicisti, nel vero senso del termine. Il che non vuol dire virtuosi di qualche strumento musicale, oppure cultori del pentagramma (anche se nella maggiar parte dei casi si tratta di studiosi anche degli aspetti tecnici della musical, bensi di ricercatori, che dedicano tempo e fatica lalcuni brani sono realizzati nell’arco di anni) nella definizione di strutture sonore di elevata complessità strutturale e compositiva.

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